Guido carissimo, ti scrivo…

DNA srl ha organizzato per il Comune di Caldogno un importate evento culturale: sulla scia della giornata di studio dedicata nel settembre 2015 a Ferruccio Chemello, architetto del Sacello Ossario del Pasubio di recente restaurato ad opera della Fondazione 3 Novembre 1918, si è voluta onorare la memoria della Grande Guerra e dei suoi caduti con una serata di letture e canti dal fronte, in Villa Caldogno il 27 maggio alle 20.30.

“Guido carissimo, ti scrivo…” è un viaggio, attraverso le lettere che Guido, al fronte, riceve dal padre, dagli amici e dai famigliari più prossimi.

Carissimo Guido, ti scrivo...

Attraverso queste righe ora entusiaste, ora confuse, presto disorientate, prende vita un affresco di due anni di guerra, il 1916 e il 1917, che segnarono le sorti di due generazioni quella dei figli e quella dei padri.

A Guido, protagonista della serata attraverso le parole di chi gli sta accanto, il padre dedicò l’Ossario. Per lui, morto sull’Ortigara nel giugno 1917 a soli 22 anni, egli decise di mettersi in gioco e dare il suo conclamato talento per creare un’opera a futura memoria, elaborazione di un lutto collettivo e tributo d’onore ai tanti caduti.

Figlio primogenito, Guido ufficiale del 1° Reggimento Alpini Battaglione Ceva 5^ Compagnia e medaglia d’argento al valor militare, raccoglie queste voci e le rimanda come un’eco sottolineata dai canti di guerra interpretati dal Coro Alpino Lumignano. Una scansione in crescendo, dalla partenza del coscritto all’estremo sacrificio sul Campigoletti dove nella battaglia del 10 giugno più volte ferito, continuò a combattere sino all’ultimo colpo mortale.

La Grande Guerra, letta attraverso le memorie intime di questa cerchia famigliare allargata, dà voce anche ai suoi due compagni più cari, Dino l’amico intimo scanzonato laureando in lettere e Mario, il cugino più grande che vuol vincere la guerra con il buonumore ma cadrà prima di lui. Un serrato carteggio corale da cui emergono le figure di tre laureandi che dagli studi universitari si ritrovarono ufficiali in zona di guerra, sorretti dall’ideale di una patria da costruire, un onore da meritare, un’avventura etica vagheggiata, desiderata, attesa, vissuta con orgoglio, certamente sottovalutata e pian piano compresa fino in fondo, ma mai rinnegata o rifuggita.

Sono queste le fiammelle che continuano ad ardere nel corpo dell’Ossario e il senso di quella luce che dalla sua cuspide avrebbe dovuto illuminare la vallata e vedersi da lontano, una vita dopo la morte per continuare a credere che tutto quel sangue non sia stato versato invano.

Ai saluti del Sindaco di Caldogno, Marcello Vezzaro, seguirà, a cura di Chiara Rebellato, la lettura di brani tratti dal carteggio e scandita dai canti del Coro Alpini Lumignano. Le fonti relative al carteggio di Guido Chemello sono state messe a disposizione dall’’Ing.Carlo Libondi che conserva un’ampia raccolta di documenti appartenuti alla famiglia del nonno, l’architetto Ferruccio Chemello.
L’ingresso è libero.

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